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AUTOFERROTRANVIERE… “SVEGLIA”:

IN MENO DI SEI MESI HANNO DEPREDATO E VIOLENTATO I DIRITTI CHE CI HANNO LASCIATO IN EREDITA’ I NOSTRI PADRI, DERIVANTI DA SESSANT’ANNI DI LOTTE E RIVENDICAZIONI!!!

Altissimo e tutto bianco, a parecchi metri di distanza, un muro appare “perfetto” e senza difetti.

“Qualcuno” ha deciso di mettere gli autoferrotranvieri, di fronte ad un muro tirato su nel corso degli anni, per non permettere a nessuno di noi di sbirciare dietro allo stesso.

Da questa parte del muro “la nostra” (svantaggiata da sempre per le pesanti e continue richieste economiche, lavorative e sociali pretese dalle aziende di trasporto, per riparare i danni creati nel corso del tempo), si fa più fatica ad adeguarsi ed a sopravvivere.

Dall’altra parte “la loro” (la musica cambia completamente), il trattamento è inversamente proporzionale e più i lavoratori rigidamente strutturati e male informati “soffocano”, tanto più se ne accentuano le differenze qualitative. Dall’altra parte nell’allegro sistema, regole e moralità non sono previste.

Quel muro attraversando tutto il settore, ci ha diviso in due ed ha tagliato la strada tra il lavoratore e le proprie aziende, autorizzando i “soldati” a guardia dello stesso a sparare (normativamente) su tutti quelli che cercavano di attraversare la zona di confine, che nel corso del tempo è stata attrezzata con dei meccanismi sempre più articolati ed invalidanti le conquiste ottenute dai nostri padri.

Gli anni (di lotte e conquiste) tra il ‘60 e ‘90, quelli del boom economico dei tranvieri, sono un ricordo lontano ed una volta partita la fase di dissanguamento economico e normativo dei lavoratori, tra gli stessi ha cominciato a prendere piede la rassegnazione alla divisione.

Di regole e trasparenza si parla sempre meno e solo durante le campagne elettorali e la radicale trasformazione politica ed economica del settore del TpL, non è mai avvenuta, anche grazie anche ad un decisivo intervento tendente all’alienazione ed all’ analfabetizzazione normativa e sindacale dei lavoratori, ai quali non si è permesso nemmeno di auto-tutelarsi.

Chi tra dirigenti, politici e sindacalisti (passati e futuri) avrebbero mai permesso un processo di auto-legittimazione del lavoratore? Dapprima con un pò di imbarazzo e poi con crescente arroganza, tutti loro hanno provveduto a narcotizzare, comperare e/o abbattere tutti coloro i quali il sistema “muro” lo volevano sgretolare, ogni successivo tentativo di andare in direzione opposta equivale ancora ad un suicidio.

Quando, però, ci siamo resi conto che il flusso di lavoratori che alzano la testa, aumenta di giorno in giorno e che da questa parte del muro crescono proteste, rivendicazioni, coraggio e voglia di cambiamento, noi al muro ci siamo avvicinati e, guardandolo meglio, abbiamo riscontrato che è pieno di crepe e tanto solido non è.

Allora abbiamo compreso e da allora non ci stanchiamo di ripetere che: “bisogna allargare quelle crepe, evidenziando le falle del sistema e lottare in prima persona, assumendosene le responsabilità”.

“Loro” non ti vogliono far vedere cosa c’è dall’altra parte e vogliono a tutti i costi mantenere i propri privilegi, tenendo in ostaggio i tuoi diritti, offendono la tua dignità, mortificano la tua intelligenza!

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