Claudio De Francesco
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Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui. “ E. POUND”

Claudio Fe Francesco è nato a Roma il 10 di agosto del ’69, il suo percorso sindacale è inverso rispetto a quello che avviene solitamente.

Claudio viene dalla politica, dalla base politica.

Viene da quei circoli del territorio dove si pensa all’immediato, dove si sta vicino alle persone, ai problemi quotidiani del cittadino.

Forse per questo De Francesco arriva prima ai problemi, sicuramente è per questo che arriva prima degli altri alla “pre-visione” politica a 360°.

Anche il suo ingresso in ATAC è inverso alla norma, proviene da COTRAL e quindi non ci deve o vuole andare a tutti i costi.

Il suo passaggio d’azienda avviene nel 2009 non senza traumi sindacali, non che in Cotral la situazione fosse migliore, ma si scontra subito col “vero” sistema consociativo e clientelare, “pre-vedendo” quali saranno le conseguenze a medio lungo termine della dissennata gestione politico-sindacale che i media battezzarono “parentopoli”.

Lo spiccato senso della giustizia sociale, l’amore verso la sua azienda, la voglia di trasparenza ed onestà, ma ancor di più l’imbarazzante immobilismo dell’organizzazione sindacale nella quale militava allora, lo spingono a cambiare aria ad attivarsi in prima persona, cedendo alle lusinghe di una nuova entità sindacale “autonoma” appena sbarcata in ATAC, che nelle premesse avrebbe dovuto procurare guerra.

Ma l’enfasi dura poco perché il sindacato è una cosa seria, giusto il tempo necessario a riscontrare l’indole “notarile” di questa new-entry sindacale.

Come suo costume, non accettando lusinghe, proposte allettanti e non accettando provocazioni De Francesco se ne va sbattendo la porta.

Da quel momento Claudio De Francesco viene marchiato come “il matto”, perché la cosa più semplice e più banale (al tempo stesso) che si può fare quando si viene lasciati, è gettare fango addosso a chi (a torto o ragione) ti ha lasciato.

Secondo Mark Twain però, “un uomo che ha un’idea nuova è uno svitato finché quell’idea non ha successo”.

Allora Claudio, nonostante gli insulti e le offese ricevute va avanti come un treno per la sua strada, continuando ad accelerare come un matto.

A volte però le strade che sono parallele coincidono e fortunatamente i “matti” vanno sempre in coppia, ed a pensarla, oltre che ad essere animato dal “sacro fuoco” sindacale come De Francesco, c’è anche qualcun altro… Adolfo “foffo” De Santis.

Nasce allora l’idea, nasce allora Faisa-confail…. anzi, “rinasce”, poiché faisa-confail già esiste da una vita, è solo dormiente e siccome le cose semplici a Claudio tanto quanto ad Adolfo non piacciono, trovano molto più interessante e stimolante ricominciare da zero, risvegliando un sindacato che in ATAC conta un solo iscritto e che ha mantenuto al minimo le proprie prerogative sindacali.

Si ricomincia a suon di bastonate e sberleffi da parte di tutto il resto del mondo di ATAC, il quale non capisce il perché ci si affanni tanto per creare l’ennesimo “sindacatuccio” autonomo; perché si preferisca fare le “formiche” quando le “cicale” cantano, ballano ed ingrassano comodi-comodi da una vita. Non sarebbe più saggio ingrassare dentro casa altrui? Perché andare ad alterare un equilibrio che così com’è stato costruito va bene a molti, a troppi?

Forse perché li conoscono entrambi, forse perché hanno sentore di qualcosa di strano, forse perché bisogna stare “attenti al lupo”!

Fatto sta che dopo circa due anni di fatica e duro lavoro in condizioni disagiate, di perseveranza e coraggio osteggiati da tutti, a luglio 2014, sfruttando l’unico pertugio d’apertura concesso dall’ATAC, “il lupo” assesta il morso decisivo e faisa-confail torna a nuova vita.

Il resto non è storia, bensì contemporaneità e purtroppo, per qualcuno, futuro!

Meglio essere folle per proprio conto, che saggio con le opinioni altrui. (Friedrich Nietzsche)

logofaisapiccolo

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